Tectonic sfruttato su Cronos: perdite per 75 milioni


I validatori di Cronos hanno bloccato la blockchain il 30 agosto dopo un exploit ai danni del protocollo di lending Tectonic che ha coinvolto asset per una cifra stimata di 75 milioni di dollari, segnando uno dei più rilevanti incidenti di sicurezza nella finanza decentralizzata del 2026. Tectonic ha confermato l’accaduto e ha invitato gli utenti a non interagire con il protocollo mentre il team conduce le indagini.

La cifra di circa 75 milioni di dollari resta preliminare. Né Tectonic né Cronos hanno confermato la perdita definitiva o stabilito formalmente la causa dell’attacco. Il ricercatore on-chain Weilin Li ha inizialmente individuato circa 66 milioni di dollari collegati all’attacco, prima di localizzare un altro indirizzo controllato dall’attaccante contenente circa 8 milioni di dollari, portando la cifra stimata complessiva a circa 75 milioni di dollari.

Le evidenze attualmente disponibili sulla blockchain indicano che l’attaccante ha manipolato il prezzo del token di governance TONIC di Tectonic prima di utilizzare la garanzia artificialmente gonfiata per prendere in prestito asset di valore ben superiore.

Il prezzo di TONIC sarebbe stato gonfiato di 100 volte

La vulnerabilità apparente riguardava la liquidità di mercato limitata di TONIC. Prima dell’incidente, il token disponeva di circa 1,34 milioni di dollari di liquidità disponibile e di un volume di scambi giornaliero di soli circa 11.000 dollari, rendendo il suo prezzo di mercato potenzialmente esposto a operazioni di trading concentrate. Secondo quanto riportato, l’attaccante avrebbe spinto il prezzo di TONIC di circa 100 volte in appena 20 minuti.

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Una grande quantità del TONIC così gonfiato è stata poi fornita a Tectonic come garanzia. Tectonic assegnava a TONIC un collateral factor del 20%, il che significa che ogni 100 dollari di valore riconosciuto dal protocollo poteva supportare circa 20 dollari di prestito.

Una volta manipolato drasticamente al rialzo il prezzo di TONIC, il valore apparente della garanzia è aumentato di conseguenza, creando una capacità di prestito completamente scollegata dal valore di mercato realisticamente realizzabile del token.

L’attaccante ha quindi preso in prestito asset liquidi, tra cui stablecoin, Bitcoin wrapped, Ether wrapped e CRO. Il meccanismo ricorda molto da vicino l’exploit da 8,7 milioni di dollari subito da Moonwell su Base solo pochi giorni prima. In quell’attacco, un malintenzionato aveva manipolato il prezzo della garanzia illiquida MAMO prima di prendere in prestito asset di valore sulla base della sua valutazione gonfiata.

La stessa documentazione di Tectonic aveva già in precedenza riconosciuto che le garanzie a bassa liquidità possono essere particolarmente vulnerabili alla manipolazione dei prezzi.

Il blocco di Cronos lascia bloccata la maggior parte degli asset

L’aspetto più insolito dell’incidente è stata la risposta di Cronos. Invece di sospendere semplicemente Tectonic, i validatori hanno bloccato l’intera blockchain di Cronos dopo aver individuato l’exploit. Ciò ha impedito qualsiasi nuova transazione sull’intera rete, coinvolgendo applicazioni e utenti che nulla avevano a che fare con Tectonic.

L’intervento sembra inoltre aver impedito alla maggior parte degli asset collegati all’exploit di uscire da Cronos. Secondo le stime di Li, solo circa 6 milioni di dollari sono stati trasferiti con successo su Ethereum tramite bridge prima che la produzione dei blocchi si interrompesse, lasciando la maggior parte dei presunti proventi bloccata sulla rete ferma. Cosa accadrà a questi asset resta tuttora incerto.

Cronos non ha ancora comunicato se la chain riprenderà a funzionare dallo stato attuale, se verranno introdotte restrizioni contro gli indirizzi controllati dall’attaccante o se verrà adottato un altro meccanismo di recupero. Qualsiasi decisione di modificare uno stato della blockchain già confermato solleverebbe inoltre interrogativi significativi in materia di decentralizzazione e finalità delle transazioni.

Prima dell’exploit, Tectonic deteneva un valore totale bloccato (TVL) di circa 121,7 milioni di dollari, secondo i dati di DefiLlama, pari a quasi la metà di tutto il capitale depositato nell’ecosistema DeFi di Cronos.

Entro lunedì, il TVL rilevato era sceso a circa 3 milioni di dollari. Questo calo non deve essere interpretato direttamente come la perdita causata dall’exploit, poiché il TVL varia anche quando i prezzi delle garanzie collassano o gli asset vengono riprezzati. Il CEO di Crypto.com, Kris Marszalek, ha dichiarato separatamente che l’app centralizzata e l’exchange dell’azienda non sono stati coinvolti e hanno continuato a operare normalmente. Il team di sicurezza di Crypto.com sta assistendo Cronos nelle indagini, ma Tectonic opera come protocollo di lending decentralizzato separato.

Al 31 agosto non era stato annunciato alcun piano di risarcimento, alcuna stima definitiva delle perdite né una tempistica per il riavvio della rete. L’incidente resta pertanto ancora senza una soluzione definitiva. Ma se la ricostruzione on-chain attualmente disponibile verrà confermata, Tectonic rappresenterà un ulteriore esempio di una vulnerabilità crescente nella DeFi: protocolli che accettano come garanzia asset scambiati con volumi ridotti, basandosi su prezzi che possono essere manipolati più rapidamente di quanto i controlli del rischio riescano a reagire.

La decisione di Cronos di bloccare un’intera blockchain potrebbe aver impedito la fuga della maggior parte dei circa 75 milioni di dollari stimati.

Se questi asset potranno effettivamente essere recuperati — e cosa sono disposti a fare i validatori per recuperarli — determinerà ora il costo finanziario definitivo dell’exploit.

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